Grande Fratello
Sto seguendo con interesse la nuova edizione del Grande Fratello. Premetto che anch'io ero uno di quei personaggi un pò snob che rifiutano di immischiarsi con questi "show di bassa lega", poi un mio professore mi ha fatto riflettere sul fatto che non c'è "laboratorio d'osservazione" migliore, per uno psicologo, che osservare altri esseri umani obbligati a vivere la propria quotidianità davanti a telecamere nascoste. Da un punto di vista più "professionale" la trasmissione ha in effetti acquisito un suo fascino...
Nei prossimi giorni credo che lascerò qui appunti sulle riflessioni che la trasmissione mi suscita, nel frattempo ricopio un commento che
ho lasciato sul blog di Floria:
Perché dobbiamo considerare il Grande Fratello soltanto come una mera stupidaggine televisiva? Voglio dire, è vero che i reality show nascono dallo sfruttamento commerciale del desiderio voyeuristico di osservare altri nostri simili, commentarne le azioni e farcene giudici, oltre al forte desiderio individuale di esposizione che si è sviluppato in questi decenni, grazie all'assuefazione al medium televisivo. Ma è anche vero che la spinta alla base del loro successo è un forte desiderio "popolare" di appropriarsi del mezzo televisivo, di "farlo uguale a sé", di colonizzarlo. Oggi le persone comuni vogliono essere protagoniste, in trasmissioni che facciano a meno dei copioni, vogliono essere protagoniste e spontanee. In fondo vuol dire che ci piacciamo, ed è già una bella cosa. Oltre a questo, io da buono studioso di psicologia apprezzo molto l'occasione di osservare le persone agire, confrontarsi, intrecciare relazioni in un ambiente in cui si sentano "a proprio agio", come vuole il filone della ricerca ecologica.
di loubregand | 31/01/2004